Il fido Pad mi ha passato un osso caldo (tradotto in linguaggio umano: una patata bollente). Mi ha incaricato di cercare, riguardo ai pappagalli, quale sia il loro verso… Me lo ha chiesto per favore, promettendomi doppia razione di biscotti nel caso lo aiutassi. Ok! bando alle differenze razziali e aiutiamo questi ‘mecenati’ che fanno tanto per tenerci ospiti nelle loro proprietà.
A volte, per gioco e con i bambini, gli adulti si divertono a domandare il verso degli animali; per gli animali domestici può essere facile ricordarli, ad esempio il gatto miagola, il cane abbaia, il cavallo nitrisce, il maiale grugnisce ma… ben presto esauriti gli animali più diffusi iniziano gli interrogativi su quale sia ad esempio il verso del grillo oppure il verso dell’elefante.
Precisiamo una cosa, mi sembra riduttivo dire qual’è il verso di un animale e per capirlo vorrei fare io una domanda al mio fido Pad : “Quale è il verso dell’uomo?”... Ahhh è qui che vi volevo cari umani… certo Voi rispondereste che un uomo può parlare, cantare, urlare, gridare, borbottare ed… il mio Pad di notte vi assicuro, russa e niente a che vedere con l’assonante idioma! Allora se Voi suonerete le vostre trombe io suonerò le mie campane: “Un cane (prendiamo un animale a caso) è vero che ufficialmente abbaia ma guaisce anche e non solo: ulula , latra, mugola, ringhia… vogliamo fare una gara a chi sa fare più versi?
Vabbé, non entriamo in polemica e proviamo ad aiutare questo poveretto mio padrone (affettuosamente Pad) che in fondo in fondo vuole sapere che verso fa il Pappagallo perché vuole spiegarlo ad una sua recente conoscenza.
Dice bene lui… non si rende mica conto che nel campo degli uccelli le cose sono complesse, infatti ogni uccello ha un modo diverso di esprimersi e spesso il loro verso è rappresentato da una parola onomatopeica, così ecco qualche esempio:
il pettirosso chiccola
la gallina chioccia
il fringuello chioccola
il chiurlo chiurla
il passero cinguetta
la cornacchia crocida
il merlo fischia
la rondine garrisce
il tacchino goglotta
l’usignolo gorgheggia
il corvo gracchia
l’aquila grida
il pavone paupula
il pulcino pigola
l’oca starnazza
la civetta stridisce
l’allodola trilla
il colombo tuba
il tordo zirla
ufff…. che fatica non si finisce più!
Il mio Pad mi sta guardando con insofferenza, certo a lui bastava sapere qualcosa in più intorno al simpaticissimo Pappagallo e non una trattazione etico-linguistica sul verso degli animali.
E così vedendo a rischio la mia razione di biscotti arrivo al dunque:
Spesso i pappagalli sono desiderati alla corte degli uomini per la loro capacità di imitare la stessa voce umana e quindi la conclusione più logica sarebbe: il verso più riconosciuto del Pappagallo è quello di parlare!
Ok! Ok! Il mio Pad si sta facendo minaccioso… va bene va bene! termino e vengo al dunque:
I Pappagalli (come i cani d’altronde) sono capaci di fare altri versi per esempio gridano eccome e quando lo fanno non finiscono più! e poi imitano l’uomo e anche gli altri animali in maniera straordinaria, se non ci credete guardatevi questo VIDEO.
Ma c’è un verso in cui i Pappagalli sono unici ed è quando borbottano tra loro come parole incomprensibili come se brontolassero o rimuginassero in se stessi; gli inglesi usano per descriverlo il termine “stammer” che oltre ad indicare la balbuzia fa pensare ad uno che farfuglia qualcosa, quindi la parola giusta (pardon il verso giusto) è ciangottare.
Ma guarda tu cosa deve fare un cane per aggraziarsi le premure del proprio padrone… cmq devo riconoscere che mi fornisce tutti i contributi veterinari e pensate non ho mai pagato una visita medica! Inoltre mi passa da mangiare e dormire. Durasse perché, a lor dire, non si sentono trattati parimenti dai loro datori di lavoro.
E poi dicono che la nostra sia una vita da cani.
Ciao e un Abbaio a tutti
P.S. Scusate, ma
il coccodrillo come fa? Basta fare un clicco
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