Non ho altro da pensare? Forse… ma qualche volta si presentano problemi di non immediata soluzione e magari in concomitanza di una eredità, quindi il pericolo di minare l’unità familiare; magari chi ha lasciato avrebbe voluto fare del bene ma non sempre accade.
OK! mi decido di tirar fuori il rospo… o meglio… il Cammello o ancor più... i Cammelli!
Un arabo muore e lascia una eredità a suoi tre figli di 17 cammelli; egli definisce e destina nel suo testamento le quote parti: – al primo figlio andrà 1/2 dei 17 cammelli – al secondo figlio andrà 1/3 dei 17 cammelli – e al terzo 1/9 dei 17 cammelli lasciati in eredità.
I nostri ‘fortunati’ ereditieri iniziano a fare i conti per dividere in modo giusto ma incontrano difficoltà perché, se preso alla lettera, il frazionamento dell’ eredità provocherebbe la macellazione di diversi cammelli; per evitare una tal carneficina si renderebbero necessarie procedure di compravendita che porterebbero a spiacevoli discussioni.
Cercando una soluzione equa pensano di chiedere aiuto ad un Cadì (“giudice”, dall’arabo qadi).
Si presentano insieme ai 17 cammelli davanti al Cadì il quale ragiona tra sé sulla questione e si allontana per tornare da lì a poco con un cammello preso da un suo amico allevatore.
A questo punto il Cadì aggiunge il cammello al gruppo dei 17 che diventano 18 e inizia a dividere l’eredità secondo la volontà del deceduto possidente:
- Al 1° va la metà 18 * 1/2 = 9 cammelli
- Al 2° va un terzo 18 * 1/3 = 6 cammelli
- Al 3° va un nono 18 * 1/9 = 2 cammelli
A questo punto si rifà la conta dei cammelli divisi:
9+6+2= 17
Rimane fuori il 18° cammello del quale Il Cadì si premura di restituire al suo amico allevatore. A questo punto i figli si ritrovano tutti quanti soddisfatti perché sono riusciti ad ottenere più di quanto spettava loro.
Qui affianco uno sfondo da scaricare in tema con l’argomento.
Soluzione…