PET: Fuga da Alcatraz!

Emy e Alida
Emy gliel’ha fatta! E’ riuscita a salvarsi nonostante la sua cucciolata fosse stata miseramente abbandonata e accolta provvisoriamente in una casa per cani.
Ieri è approdata ad Ancona tra le affettuose mani di Alida e Carlo.
Sono felice di darle il Benvenuto tra i fortunati che hanno una fissa dimora! Non vedo l’ora di ricevere altre foto di ‘Emylietta’ per segnarne la sua crescita su questo blog.


Posted: 30 Maggio 2005 in:

Appendìce a Pascal

Amedeo Modigliani, Victoria, 1916, olio su tela, cm. 80,6 x 59,7, Londra, Tate Gallery, Lascito di C. Frank Stoop, 1933 Aggiungo ad un post di precedente pubblicazione un’ulteriore osservazione. Mi riferisco ad una citazione di Blaise Pascal riguardante la bellezza del creato spesso non apprezzata e quanto invece si dia molto credito a chi con l’arte si accinge ad imitarla.
La mia intenzione non è di far rivoltare nella tomba il celeberrimo artista “Amedeo Modigliani” anzi, a modo mio cerco un modo per ricordarlo! Ma ancora una volta diamo merito ad un uomo e ci dimentichiamo facilmente del Padre Eterno che così tanti stili di vita ha lanciato sulla grande ‘piazza mercato’ della natura.
giraffettaE’ vero… madame Victoria sarà senz’altro più attraente della nostra ‘giraffetta’, ma anche qui dipende dai punti di vista, provate a chiedere un parere a quella tenera mammina giraffa.
Queste mie, sono semplici constatazioni e termino con una citazione biblica dall’antico saggio Qoelet:

“Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è gia stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
(Ecclesiaste 1:9,10)

Chiudo questo anticipo del “Pensiero dell Settimana” augurandovene un buon termine.

(grazie a Vincenzo per la foto della giraffetta “modigliana”)


Posted: 28 Maggio 2005 in:

Una cosa ho sbagliato…

Medico Una cosa ho sbagliato nella vita… dovevo studiare per diventare medico!
Il motivo è presto detto: un dottore riesce sempre… a sotterrare i propri errori…


Posted: 27 Maggio 2005 in:

Ancora tre cose…

Ci sono tre cose che non si possono nascondere:


    La tosse La Tosse

    La fame La fame

    L’amore Innamorato


Posted: 26 Maggio 2005 in:

Dare consigli: Vuoi un consiglio?

Consiglio?Prendo spunto da una e-mail che ho ricevuto da Silvana Primula che a sua volta aveva fatto altrettanto da una e-mail di Poetyca (tipico esempio di come nasce un forum spontaneo nel sottobosco di Internet):
Potete leggere queste e-mail con un click qui.
Dicendomi subito d’accordo con il loro scritto, ho pensato al fatto che spesso mi sono trovato nella situazione di ricevere o dare consigli e alcune volte (a differenza di molte altre volte) ho ricevuto consigli, anche di una certa rilevanza, senza che me ne accorgessi ovvero quel tipo di consiglio che, nella sostanza, ti palesa una ‘immunodeficienza’ grave (es. sei un incapace di prima risma) ma nella forma ti tocca come una piuma e tu la ricevi come una piacevole carezza.
La Puntura! Capisco che non sempre è possibile dare consigli in modo indolore… ricordo il tempo in cui mia madre mi faceva le iniezioni con una siringa da sterilizzare ogni volta in acqua bollente in apposito gavettino d’alluminio e un ago plurimandatario strausato che aveva una punta grande come la bocca di un mortaio e dovevano tenermi in quattro prima di infilzare le mie tenere chiappette (si fa per dire ;-) )
Ma da quando hanno inventato l’ago monouso e getta che ti faceva dire: “Già fatto?”... non ho mai sentito una persona dire: “eeeh!... ricordo le iniezioni di una volta… quelle sì che erano punture…).
Tutto questo girare è per dire che se ci troviamo nella situazione di dare consigli, prima di usare la vecchia siringa guardiamoci attorno per vedere se c’è una farmacia aperta e usiamone una monouso possibilmente indolore e quindi cerchiamo un modo e una maniera di inoculare un consiglio importante ma nel modo più indolore possibile… ma come fare? (attenzione! ...lo scopritore dell’acqua calda sta per colpire ancora!).
macchiaIl metodo che suggerisco anzi, consiglio, è quello della cancellazione della macchia sul foglio!

Problema: una macchia non desiderata su un documento che per noi è importante!
Strumenti a disposizione: una gomma
Procedura per la cancellazione:
mettersi comodi, possibilmente a tavolino, appoggiare la mano libera sul foglio con le dita attorno la macchia (in modo da tenere in tensione la carta per evitare di rovinare il documento mentre si strofina la gomma;
procedere con la gomma che teniamo con l’altra mano alla cancellazione con piccoli colpetti facendo attenzione a non passare da parte a parte lasciando alla fine un buco sicuramente peggiore di una macchia.

Nota finale: Spesso il risultato non sarà perfetto ma sicuramente l’intero foglio avrà un aspetto migliore!

Bene! a questa strana equazione provvediamo i valori da assegnare:

Il documento importante = persona da consigliare
La macchia = difetto della persona da eliminare
Presa delle dita attorno la macchia= chiara volontà di non rovinare l’intera relazione con la persona
La gomma= il consiglio (...ovvio)

gommaaggiungo una variabile numerica:
ultima passata con la mano sul foglio per togliere i residui della cancellazione = una pacca amichevole che conferma il nostro affetto verso il fruitore del consiglio (va bene ogni altra espressione che esprima considerazione sincera).

Già prolisso termino qui e ringrazio anticipatamente per i commenti a questo post (... ringranziamenti anticipati…questa espressione devo averla già letta da qualche altra parte… mah!) ;-)


Posted: 22 Maggio 2005 in:

Rebus: Batti un colpo…

Rebus

La soluzione del rebus…


Posted: 19 Maggio 2005 in:

Nonno… ma tutte quelle cose…

Nonno & Nipote
Un giorno, mentre leggeva il giornale, un nonno venne interrotto dal nipotino il quale voleva sapere tutto sulla II Guerra mondiale; il nonno, avendo partecipato a quel pauroso conflitto, fu felice di narrare con dovizia di particolari ogni sua drammatica esperienza e così dopo un paio d’ore terminò il suo racconto. Il nipotino entusiasta esclamò: “Bravo Nonno! Sono fiero di essere tuo nipote!” Ma poi il viso del ragazzino si scurì a motivo di un dubbio sorto proprio in quella tenera testolina… e così esordì candidamente: “Dimmi nonno, visto che durante la guerra hai fatto tutte quelle cose, tutti gli altri soldati per fare cosa sono stati arruolati?”


Posted: 18 Maggio 2005 in:

Mondo dei servizi: Tutti accodati, in fila indiana!

Tutti in coda! Oramai fa parte del nostro quotidiano; io questa cosa l’ho accettata non molto tempo fa, quando entrai in un grosso parco giochi (Gardaland tanto per non fare nomi) e mi ritrovai a fare la fila sotto un sole cocente per ‘divertirmi’: “Ho pagato per fare la fila! assurdo ma vero.”
Il primo impulso fu quello di andarmene ma non potevo rovinare la festa alla comitiva con cui ero ‘associato’ (in questo caso sarebbe meglio dire ‘accodato’). Così ‘soccombetti’ (o soccombei? odio prendere il coniugatore dei verbi per vedere se la coniugazione di soccombere è giusta) a questa frustrante realtà.

Così mentre ero in coda cominciai a pensare (ricordate sempre… pericolosi sono quelli che pensano…) in quante situazioni facciamo la fila e come spesso si cercano delle escamotage per evitarla: passare avanti spudoratamente innescando le ire della gente, fingendo una situazione d’emergenza, dicendo ‘devo solo chiedere una informazione’, oppure entrare dalla porta laterale chiedendo del direttore e così via… gli italiani, specialmente all’estero, sono conosciuti come veri specialisti nel ‘salto agli ostacoli’.
Qualche volta però abbiamo delle ‘vere’ esigenze per evitare la coda e quindi ci mettiamo nella condizione di mettere mano al portafoglio e così ‘pagare’ per saltare la fila del ‘volgo’. fa sempre ghiaccio!(vedi l’attesa per una visita medica con normale prenotazione,... ma se diciamo: ‘vengo a pagamen… già sentiamo il gelido stetoscopio dello specialista vagare sotto la nostra maglietta della salute alla ricerca di un fantomatico soffio al cuore che avevamo dalla nascita di cui noi non ne avevamo mai avvertito la presenza… e per farcene una ragione pensiamo subito: “certo dopo anni di file o code agli sportelli può darsi che abbiamo ‘somatizzato’ tutti i soffi dovuti dalle lunghe attese”); oppure per evitare la ‘noia’ della fila diciamo al nostro amico introdotto nell’ambiente: “per favore, quando hai tempo, ... con comodo mi raccomando, non deve essere un peso per te, lo fai nei momenti morti (quelli che non costano niente, tanto per capirci) se puoi farmi un favore mi risparmi di fare tutta quella fila, grazie e… a buon rendere… (ecco perché hanno inventato i vuoti a perdere). Beh! se siete arrivati fin qui a leggere è perché siete degli eroi e/o perché mi conoscete e mi volete bene nonostante i miei deliri; e così per dire di aver capito la fenomologia vi propino una spiegazione para-matematica del fenomeno delle attese in fila indiana o una qualsivoglia lista di attesa con delle formule inversamente proporzionali espressa in frasi:

“Se vuoi ottenere un servizio nella metà del tempo che normalmente occorre devi pagare almeno 4 volte di più il normale costo;
Se vuoi risparmiare la metà sul normale costo di un servizio devi aspettare almeno quattro volte il tempo della normale attesa.”

Con queste affermazioni non voglio certo passare da economista del tempo, sono semplicemente uno che ha fatto la fila per 10 abbondanti lustri e dal mio punto di vista la lunghezza delle file sta crescendo esponenzialmente anno dopo anno, ve lo dice ‘Walking’! Dunque, quindi e… allora, per ritrovare quella pazienza che sembra sempre mancare come gli ‘Euri’ (‘Dollaro’ sta a ‘dollari’ come ‘Euro’ sta a ‘Euri’ o no?), mi dico tra me e me e ora anche a Voi:

C’è un luogo dove qualche volta si fa la fila per entrare (2 novembre), ma i residenti stabili di quel luogo non hanno fatto la fila per entrare perché spesso ci vanno per direttissima, stanno lì dentro tutti insieme, non si spazientiscono, non tentano di scavalcarsi, non pagano per passare avanti, hanno una pazienza invidiabile… non ‘soffiano’ nemmeno, e soprattutto sono stati serviti in modo completo.
Se ricorderemo questo, quando ci troveremo in full immersion nella prossima fila e qualcuno cercherà di passare avanti, avremo la saggezza di dire: “vai, vai avanti che a me viene da ridere, poi tanto ti ripiglio e… se ti ripiglio (magari più tardi possibile) in quel luogo dove non si fa la fila ma si sta tutti in fila!”. – Termina così il mio discorso sulla fila indiana che alla fine indiana non è!


Posted: 15 Maggio 2005 in:

Citazioni: Albert Einstein

Albert Einstein

1) La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. In questo caso, abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’è niente che funziona… e nessuno sa il perché!

2) Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa (potevano avvertirlo però... ndr) e… la inventa.

3) La prima necessità dell’uomo è il superfluo.

Albert Einstein (1879-1955)


Posted: 14 Maggio 2005 in:

Impiccione: ecco cosa pensa di me mia moglie!

DiarioMi rammarica l’aver scoperto che mia moglie creda che io sia un impiccione, intromettente negli affari altrui…
...l’ho appena letto nel suo diario.


Posted: 11 Maggio 2005 in:

Scuola di vita: Il dolce aroma del Caffè…

COME AFFRONTI LE AVVERSITA’?
(il dolce aroma del caffè)

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta.
Era stanca di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco. Carote
Quando l’acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò alcune carote, in un’altra collocò delle uova e nell’ultima collocò dei grani di caffè.
Lasciò bollire l’acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre….
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le collocò in un piatto.
Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffè e lo mise in una scodella.
Guardando sua figlia le disse: “Cara figlia mia, carote, uova o caffè?” uovo
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici; dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l’uovo sodo. Dopo le chiese che provasse a bere il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: “Cosa significa questo, padre?”
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, “l’acqua bollente”, ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all’acqua forte, dura, superba; ma dopo essere passata per l’acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L’uovo era arrivato all’acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua,
bollendo, avevano cambiato l’acqua.
“Quale sei tu figlia?” le disse. “Quando l’avversità suona alla tua porta; come rispondi?”
“Sei una carota che sembra forte ma quando i problemi ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?”
“Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il tragitto, diventa duro e rigido? Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?”
“O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l’acqua, l’elemento che gli causa dolore. Quando l’acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore.”
“Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all’avversità, illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda”.
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua positività il “dolce aroma del caffè”.
Il caffè


Posted: 10 Maggio 2005 in:

Walking: sono in crisi

Nave in secca

Ho terminato questa settimana senza produrre un pensiero; questo mi accade non perché non abbia proprio niente da infilare in un blog e così onorare i miei propositi, ma fino ad oggi ho pubblicato sempre qualcosa che in quel momento aveva catturato la mia attenzione e quindi sentivo vivamente. In questi ultimi giorni diciamo che gli altri hanno pensato per me e io mi sono sentito come una cosa galleggiante trascinata dalle correnti marine. Così nei giorni passati i miei familiari, i miei amici e anche colleghi di lavoro hanno fatto di me quello che volevano e a me non è dispiaciuto affatto. Beh! notare che il mondo va avanti lo stesso ( e forse anche meglio) senza accorgersi di me mi da un certo senso di soddisfazione, mi sembra stare davanti ad un televisore e seguirlo a volte con interesse ma a volte con la libertà di fare ‘zapping’. Se avete letto queste parole e vi siete scomodati per scoprire che oggi Walking è in ‘secca’ vi auguro almeno una buona e proficua settimana sperando per me e per voi una buona navigazione!

Posted: 8 Maggio 2005 in:

Vero o Falso?

“IO MENTO

(Paradosso del Mentitore – da Eubulide IV secolo a.E.V.)

P.S. Per una trattazione seria dell’argomento potete rivolgervi al Prof. Piergiorgio Odifreddi

Domanda: “Il Post Scriptum di cui sopra è vero o falso?”
Risposta e anche consiglio: “Se una cosa vi preme, accertatevi sempre di persona!” ;-)


Posted: 6 Maggio 2005 in:

Enigma dei cappelli

Enigma dei cappelli

Qui sopra sono disegnati 4 uomini sotterrati fino al collo.
Non si possono muovere, quindi possono guardare solo in avanti.
Fra A e B c’è un muro in mattoni attraverso il quale non si può vedere nulla.
Sanno che hanno 4 cappelli, 2 bianchi e 2 neri, ma non sanno il colore del proprio cappello.
Essi sono in procinto di essere giustiziati ma esiste una via di uscita per tutti;
sarà sufficiente che uno di loro dica al boia il colore del proprio cappello e saranno liberati.
Se questi eventualmente sbagliasse, tutti saranno giustiziati.
Non è permesso parlare tra loro e hanno 10 minuti per dare la risposta corretta.

Dopo alcuni minuti:

1. Chi di loro dice il colore del proprio cappello?

2. Come fa ad esserne sicuro al 100%?

Non ci sono trabocchetti in queste domande.
Non ci sono fattori esterni che influenzano la situazione e non ci sono altre vie di comunicazione tra i prigionieri.
Non possono muoversi e sono seppelliti in linea retta.
Quindi, A e B possono vedere solo la rispettiva parete del muro, C vede B e D vede B e C.

La Soluzione…


Posted: 4 Maggio 2005 in:

E’ ciò che vedo: WYSIWYG (What You See Is What You Get )

WebCamHo appena ripristinato la mia webcam ‘in my office’ e riaperto il sito dove controllare se sono sulla mia postazione di lavoro (OK! Ci sono).

Bidonville” è un mio ormai storico nick con il quale sono famoso sin nelle recondite parti della Terra (... ma tu guarda se non mi si doveva appiccicare sotto la scarpa un post-it… è di una mia collega di lavoro… leggo: Favola del giorno, un giorno la Modestia uscì di casa ma incontrando subito un certo Bidonville disse: ‘oggi non è giornata!’ e così rientrò.) Qualche volta penso di esagerare ma questi espedienti tecnologici per comunicare, che sono tralaltro ormai parte della quotidianità, continuano ad appassionarmi. Molti pensano che sia complicato metter in uso un sistema di controllo visivo remoto, ma non è così difficile e nemmeno costoso.
Le applicazioni ‘serie’ per una WebCam, sono molte; ad esempio se abbiamo una persona anziana che vive da sola oppure lontano e/o in una casa di riposo, oppure se vogliamo vedere se il vento ha fatto qualche danno nei pressi della nostra casetta di campagna (io il PC ce l’ho… mi manca solo la ‘casetta’), ancora… se lasciamo i nostri figli a casa perché stanno poco bene e noi (sempre con il permesso del datore di lavoro) dal nostro ufficio possiamo avere una finestra aperta verso casa nostra per controllare se tutto è tranquillo…
Questi sono semplici esempi, ma credo che le varianti possano essere molte di più sull’uso di una webcam. Per essere realistici bisogna dire che l’unico limite all’uso di una webcam è il rispetto della legge sulla privacy che va comunque garantita.
Volete una mano su “How to do”? Sono a disposizione! I prerequisiti per una stazione di invio immagini dal vivo sono un computer (anche non recente e rimediato), una webcam (20-40 Euro) e una connessione internet adsl (33 Euro mensili), per come fare e come scegliere il programma posso darvi una dritta al costo di una pizza e poi in questi giorni sono a dieta e quindi sono in offerta lancio ;-) .
Se ora siete nella fascia oraria 8-13 potete provare e vedere se sono on-line con un click su

My WebCam


Posted: 3 Maggio 2005 in:

Due cose impossibili…

Sole
Inizia un’altra sezione di Walking, sarà una raccolta di cose che normalmente vediamo sotto il sole e attraverso i nostri occhi nella vita di tutti i giorni; l’intento è di confrontare le cose tra loro, attraverso analogie, similitudini, contrasti, opposti e contrari. Perché questa ginnastica mentale? (beh! quella fisica mi costa più fatica).
La cosa può esserci utile per ‘pesare’ abitudini e comportamenti che spesso passano inosservate e prendiamo per scontate; osservare noi stessi e anche gli altri da una angolazione diversa ci aiuta a non prenderci troppo sul serio.
Il prodotto finale dovrebbe favorire la nostra tolleranza verso i nostri ‘coinquilini’ di ombrellone, per così dire, migliorando la qualità della vita già di suo precaria;
colgo l’occasione, per chi ne avesse voglia, di invitare a una collaborazione in questa curiosa ricerca; iniziamo quindi la bella stagione cercando ogni cosa degna di nota! Logicamente inizio io per primo con il numero minino delle cose per poterle raffrontare:

Sotto questo sole ci sono due cose impossibili da ottenere: – Far correre un vecchio – Far star fermo un bambino.
vecchio bambino

Posted: in:

La Cosa…

La cosa Ma che cos’è questa Cosa?
E’ un sostantivo femminile di sole 4 lettere ma è soggetto a diversi usi e moltissimi significati, scopriamone alcuni:
1) un qualsiasi oggetto può essere una cosa specie se non conosciamo tale oggetto (ad esempio: Blob, quella materia informe e appiccicosa che invade la terra dallo spazio vista nei vecchi film di fantascienza e che molto poco differisce dal termine… Blog! ahimé)
2) un fatto, ” che cosa hai combinato?”
3)una faccenda, ”...e la cosa non finisce qui!”
4) un intercalare, quando non si ricorda il nome di qualcuno…”l’altro giorno ho incontrato cosa...volevo dire Anna Maria”
5)un eufemismo... ” Cosa (sempre Anna Maria) era molto strana l’altro giorno, sicuramente aveva le sue cose (mestruazioni)”
6)... Item
7)... Item
8) una locuzione idiomatica, “Da cosa nasce cosa!”
9) come locuzione sostantivale, “La Cosa Pubblica” (res publica) o “Cosa Nostra” (The Mafia).

Questo sostantivo è molto spesso, inconsapevolmente, usato ed abusato nel nostro parlare; come già detto sopra, volentieri lo usiamo per trarci d’impaccio quando ci troviamo davanti ad una cosa che non conosciamo oppure… che , volutamente, non vogliamo riconoscere e quindi ci serve per mantenere le distanze di sicurezza [...e quella cosa lì che cos’è? (in riferimento all’ultimo acquisto di nostra moglie…)].

Dette queste cose, forse noteremo meglio come questo ‘ingrediente’ sia presente nel nostro linguaggio più di ogni altra cosa e soprattuto come, con il suo uso, riusciamo a spiegare qualsiasi cosa! anche quei pensieri inespressi lanciati tra le righe del nostro parlato!

Per non chiudere qui definitivamente la cosa per poi svilupparne i ‘profondi’ concetti (...sono caduto proprio in ‘basso’ che è sinonimo di ‘profondo’)’, mi propongo di fare una piccola raccolta di cose, ovvero di detti o proverbi che contengano la parola “cosa” o suoi derivati (mi asterrò dagli OGM (Oggetti (cose) Geneticamente Modificate)... Quindi, nei prossimi post, occhio alle cose!

Di quale COSA parla il dottore?


Posted: 2 Maggio 2005 in:

Volete leggere una favola?

Oggi (1° maggio 2005) inizia una nuova rubrica su Walking, essa riporterà con cadenza quotidiana una favola scritta da un autore del passato e per un anno; se Walking godrà di buona salute sarà possibile leggere una favola diversa ogni giorno per un intero anno; una costante di questa rassegna sarà che ogni mese si avrà un animale diverso come protagonista della favola, così di mese in mese ci si potrà confrontare con questi animali che avendo per la circostanza il dono della favella e la possibilità di manifestare caratteristiche che spesso assomigliano a quelle umane ci daranno lezioni di vita utili a noi ‘moderni’; per leggere la favola di oggi come anche quella di domani basta fare un click sopra la frase “La Favola del giorno” riprodotta qui sotto, buona lettura dunque:

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N.B.: questo post perderà posizione nel blog man mano che altre cose saranno pubblicate, quindi per i prossimi giorni sarà più semplice richiamare il link qui a fianco a sinistra su : Favola del giorno.


Posted: 1 Maggio 2005 in:
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