A me pare che la vita degli uomini somigli ad una lunga processione, ma che ad allestire e a disporre ogni cosa sia la Fortuna, che assegna ruoli diversi e svariati ai partecipanti. Infatti avendo preso l’uno, a caso, lo adorna con fasto regale, attribuendo la tiara e concedendo guardie del corpo e cingendo il suo capo col diadema, all’altro invece assegna una maschera da servitore; l’uno acconcia perchè sia bello, l’altro rende brutto e oggetto di riso. Infatti, come suppongo, occorre che lo spettacolo sia eterogeneo. Spesso anche nel bel mezzo della processione muta i ruoli di alcuni, non consentendo che sino alla fine seguano il corteo come erano stati disposti; ma, avendo loro cambiato il costume, costringe Creso ad assumere l’aspetto di uno schiavo e di un prigioniero, invece a Meandrio, che fino a quel momento seguiva il corteo tra i servi, fa assumere la sovranità di Policrate, e per qualche tempo lascia che conservi la maschera. Però, allorché l’occasione della processione è venuta meno, allora ognuno, messo da parte il costume e insieme al corpo avendo deposto la maschera, diventa quello che era prima, in nulla differendo dal proprio vicino.
Luciano di Samosata (II secolo d.C.)
aggiungo un citazione biblica di quasi 1000 anni a.C.
“Ho pure visto sotto il sole che la corsa non è vinta da chi è veloce, né la battaglia dai forti; né il pane va ai saggi, né le ricchezze agli uomini intelligenti, né il favore a quelli abili, ma a tutti le cose avvengono secondo il tempo e il caso.”
(Ecclesiaste 9:11 dalla traduzione Nuaova Diodati)