Le favole di una volta
Ecco una favola con sapore ormai antico ma sempre di grande valore.
Sul fondo di un fiume, una classe di pesciolini ascoltava il maestro che spiegava il pericolo rappresentato dagli ami, e tutti disegnavano degli ami in modo da essere in grado di riconoscerli. Ebbene, uno dei pesciolini, annoiato da quella lezione, scivolò fuori dalla classe per andare a passeggio. Improvvisamente, scorse un piccolo verme che si agitava nell’acqua, e siccome cominciava ad aver fame, si precipitò ad afferrarlo. Sentì allora qualcosa penetrargli violentemente nella gola. Dibattendosi, riuscì a sfuggire, ma in quale stato!
Ritornò a scuola mogio mogio, si avvicinò al maestro e promise che in futuro sarebbe stato più attento.
«Oh, – direte voi – è una storia per bambini!» Sì, ma quanti adulti non sono più ragionevoli di quel pesciolino! Fanno solo di testa loro, credendo di poter fare a meno delle lezioni dei saggi. Con una simile mentalità si espongono al rischio di essere presi ad ogni sorta di amo, ma avranno anch’essi la fortuna di poter sfuggire?”
(Omraam Mikhaël Aïvanhov 1900-1986)
Forse certi pesciolini giovani sbadigliano e ascoltano con aria di sufficienza e scherno le parole provenienti da un saggio, immaginando che il saggio sia sempre un preistorico vecchio, canuto e barbuto, incompatibile con il dinamico giovane “Tempo Presente”. Non è così e potreste con stupore notare che un saggio può tranquillamente nascondersi anche nel più scanzonato e giovane amico o vicino della porta accanto!
(Inviatami da Silvana che ringrazio sentitamente e la rigiro a tutte le persone che conosco, in special modo ai miei figli e ai loro amici anche se sono maggiorenni e vaccinati)








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