Ad ognuno il proprio lavoro!

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Diario di un navigatore del III Millennio

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Parlando con un amico, Assan, in merito alle differenze tra i nostri popoli, egli citò un proverbio per indicare in maniera ironica la situazione del popolo arabo di oggi rispetto al loro stesso benemerito passato, quando furono i depositari della cultura classica e non solo.
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“Per un punto Martin perse la cappa”, ma una virgola può salvare la vita d’un uomo!
Presentando al suo re la domanda di grazia d’un condannato a morte, il ministro di giustizia vi aggiunse la postilla

Ma il sovrano benevolmente spostò la virgola verso sinistra e ne risultò una sentenza totalmente diversa!

Attenzione allora! I dettagli molto spesso fanno la differenza tra vita e morte o tra ciò che è buono e ciò che è cattivo.
Se avete toccato con mano simili differenze e ne avete pagato le conseguenze, lasciate un commento o la ‘vostra’ esperienza al riguardo, forse aiuterete altri ad essere più attenti a particolari grandi quanto una virgola!

Quando si realizza un sito è necessario testarne l’accessibilità e la visibilità grafica. Di solito si installano 2 o 3 browser diversi (esempio: IExplore, FireFox, Opera), poi si cambia la risoluzione dello schermo e via via si fanno delle prove per cercare eventuali difetti di visualizzazione da correggere.
Questa prova sommaria non da una perfetta garanzia che il nostro sito sarà ben visibile da tutti perché oltre ai browser ci sono molti sistemi operativi (Linux, Windows, Mac) con tutte le varianti del caso.
Ebbene tutta questa premessa è per presentarvi un sito che ci da la possibilità di fare innumerevoli prove con ogni combinazione possibile e così avere la piena consapevolezza dell’accessibilità del nostro sito:
Logicamente per fare questo controllo è necessario del tempo (dicono al massimo una mezz’oretta), ma tenete presente cosa ci avrebbe voluto se avreste dovuto sobbarcarvi queste operazioni da soli.
Una cosa che trovo simpatica è quello che in tempo reale vengono pubblicati gli screenshoot dei test che avvengono al momento e quindi la vostra pagina testata sarà proiettata in mezzo a tante altre sottoposte allo stesso vostro test.
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Provate questo gioco da fare in compagnia di amici:
Come togliere la moneta senza far cadere il fiammifero!
Simpatico trucchetto con fiammifero e Moneta – Guardatevi altri video su Metacafe
Al centro dell’orologio c’è un link al sito della Coca Cola e più a destra, in alto, un link dove prelevare degli orologi da desktop.

Tanto tempo fa in un villaggio della grande Cina viveva un ragazzo, di nome Li Tang, che si guadagnava la vita vendendo frittelle.
Era un mestiere da poveri il suo e ci ricavava giusto il necessario per mantenere sè e la vecchia madre.
I clienti, però, non mancavano, attratti soprattutto dai suoi modi gentili e in molti accorrevano al richiamo del suo campanellino quando girava per il paese con la gerla sulle spalle carica dei vassoi di frittelle che aveva preparato all’alba.
Un caldo pomeriggio d’estate, stanco del lungo pellegrinare, Li Tang si fermò a riposare sotto i rami frondosi di una vecchia quercia. Se ne stava tranquillo a godersi il fresco e intanto si guardava oziosamente intorno, quando scorse ai margini della strada un sacchetto di tela rossa rigonfio.
Incuriosito, andò a raccoglierlo. Quale fu la sua sorpresa quando si accorse che il sacchetto era pieno di monete.
Raccolse allora la gerla e tutto contento se ne torno a casa, anche se non aveva venduto tutte le frittelle. – Madre, guarda: oggi la buona sorte si è ricordata di noi. – e vuotato il sacchetto per terra, si mise a contare le monete: erano cinquanta!
La buona donna sgranò gli occhi perché non aveva mai visto tanti soldi tutti in una volta : – Come li hai avuti? – chiese severa. – Non li ho rubati! – si difese il ragazzo – Li ho trovati per strada. – Bisogna subito restituire la borsa al proprietario. – replicò la madre – Quei soldi non ti appartengono. Se eri destinato ad essere ricco, Huang Ti, l’imperatore del cielo, ti avrebbe fatto nascere in una famiglia di signori oppure t’avrebbe reso così intelligente da farti vincere il concorso imperiale. Perciò rimetti le monete nel sacchetto e riportalo dove l’hai trovato. Certamente il padrone lo starà cercando.
Li Tang, che non era solo buono, ma anche onesto, ubbidì. Arrivato alla vecchia quercia, vide un uomo che si disperava e quasi si strappava i capelli, inutilmente consolato dalle persone che erano accorse. – Nonnino, – chiese ad un vecchio a cui si era avvicinato – che cosa è successo? – Ah, il poveretto ha perduto una borsa piena di monete! – rispose il vecchio.
Il giovane, allora, andò dall’uomo, che era un mercante, e gli chiese di descrivergli il sacchetto. Siccome corrispondeva a quello che aveva trovato, senza esitazione glielo restituì.
Tutti rimasero a bocca aperta. Anticamente, ai tempi dei santi imperatori, capitavano frequentemente fatti del genere, ma ormai la gente onesta era diventata una rarità.
La notizia si diffuse in un lampo e subito attorno al giovane si radunò un capannello di persone. – II mercante dovrebbe ricompensarlo! – esclamò uno. – Dovrebbe dargli almeno un decimo della somma. – aggiunse un altro – Tanta onestà val bene un premio!
Ma il mercante era molto avaro, perciò cercava un modo per evitarsi quel debito di riconoscenza. Aprì il sacchetto, contò le monete e si mise a gridare, rosso rosso in faccia per la rabbia. Poi, prima che qualcuno potesse rendersi conto di quel che stava accadendo, aggredì il ragazzo con pugni e calci. – Ladro! – gridava – Sei un ladro! Le monete erano settanta, dove sono le altre venti?
Li Tang, fra le lacrime, continuava a ripetere: – Non ne so niente! Io non le ho rubate!
Fortunatamente il prefetto della provincia si trovò a passare da quelle parti. Attirato dall’insolito baccano, fece avvicinare la portantina alla folla e impose il silenzio ai due litiganti.
Fu preparato il seggio per il giudizio. Il prefetto, impugnato lo scettro del giudice, fece inginocchiare i due contendenti e permise ad ognuno di esporre le sue ragioni. – Avevo perso una borsa con settanta monete e la stavo cercando.- disse il mercante – Costui si avvicina, me la rende e mi dice che l’aveva trovata poco prima per strada. lo conto le monete e… ne mancano venti. – E’ vero che ho trovato la borsa – replicò Li Tang – Ma non ho toccato nulla.
Bugiardo! – gridò il mercante – Sei un bugiardo e un ladro!
Il mandarino intervenne; non gli era mai capitato un caso tanto semplice e al tempo stesso edificante perché l’onestà di quel ragazzo era davvero rara. Ed emise così il giudizio: – Il giovane Li Tang non può aver rubato le monete. Se infatti avesse voluto appropriarsi dei soldi, avrebbe potuto tenersi tutta la borsa e non tornare indietro a consegnarla. Tu, invece, mercante, sostieni che nella borsa c’erano settanta monete e non cinquanta. La conclusione, allora, è una sola: oggi sono state smarrite due borse, una con cinquanta monete e l’altra con settanta. Per il momento e stata ritrovata solo la prima. Io la do in consegna a Li Tang che la conserverà per un anno in attesa che chi l’ha persa la venga a riprendere. Se in questo tempo non si presenterà il legittimo proprietario, Li Tang potrà tenere l’intera somma. Quanto alla tua borsa, mercante, credo che tu debba andare altrove a cercarla.
Così stabilì il prefetto. Per poco il mercante non svenne, ma i presenti convennero che il giudizio era stato saggio.
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