Walking: Cose importanti? Parliamone… ma in altra sede.

Walking sta camminando da 17 mesi per le vie di Internet e c’è da sorprendersi per questa longevità... Il motivo è semplice, Walking non è abitudinario per concezione e il pensiero di fare della vita una routine lo atterrisce, come quello di tenere traccia delle cose che fa su un diario. In realtà fa molte cose ripetutamente tutti i giorni, anzi chi ci vive accanto, in famiglia e nel lavoro, sa che può fare conto sulla sua presenza e spesso viene chiamato con appellativi tipo: ciambella di salvataggio, carro attrezzi, àncora di salvezza, ultima spiaggia e così via; in questi appellativi ci sono ‘leggeri’ riferimenti al suo dislocamento in acqua di ‘soli’ 110 kg ma la cosa non lo disturba. Tuttavia, ogni cosa che fa deve sempre viverla come se fosse la prima volta, con la stessa apprensione, emozione, insicurezza e curiosità di una cosa nuova. Forse c’è in lui qualche problema psicologico magari già spiegato nei libri come comportamento patologico ma per il momento non indaga sulla questione evitando sicuramente ulteriori sofferenze.
In questi giorni ha rimirato, allontanandosi di qualche passo, il proprio blog ed il sottotitolo: Diario di un Navigatore del III millennio. E’ nata anche una riflessione su che tipo di navigatore fosse… mai fermato a parlare dei fatti del mondo e delle sue tragedie, mai parlato di scandali sociali, molto raramente si è schierato da una parte o l’altra sui fatti che toccano l’opinione pubblica.
La tentazione di farlo c’era stata ma fino ad ora ha consapevolmente evitato di dare giudizi ed opinioni o almeno se qualche volta lo ha fatto ha cercato di evitare una ferma presa di posizione.
Perché? Nel suo ‘walking…are’ ha solo voluto raccogliere quei fiorellini che spesso passano inosservati, e che solo i bambini si fermano a raccogliere disturbando la tabella di marcia dei grandi che ‘devono’ arrivare a mete molto più ‘importanti’. Eppure Walking crede (questa volta è dogmatico) che ci sono tante cose conquistabili a distanza di braccio ma spesso queste non si notano perché completamente sbilanciati in avanti verso sogni troppo spesso disturbati e interrotti dalla crudele realtà. Nella vita si deve spesso fare conti con la perdita di persone care o con malattie che segnano come ferri roventi… ebbene è proprio in quei momenti che c’è bisogno di prendere in mano un fiore, un insetto, un uccellino, un foglio con numeri in sequenza Fibonacci, i ciuffi di un cagnolino, una foto, una dedica, una lettera ricevuta anni fa, una storiella da ri-raccontare, un rebus... e tante altre cose che abbiamo già in mano e possono donare molto all’animo senza dover attraversare l’oceano per conquistarle.
In realtà Walking non sta camminando attraverso un mondo sconfinato ma si trova in palestra, su un ‘Tapis Roulant’ che in modo abitudinario (ma lui dice di non fare le cose per abitudine) fa la sua passeggiata nei meandri della sua mente e le mette a disposizione confidando di trovare altri che compiono percorsi parallelli semplicemente per gioirne insieme e condividere le piccole grandi meraviglie della Vita.

P.S. Walking è sposato cosicché la moglie, sospirando e sbirciando questo Post mentre veniva redatto, ha commentato: “I ‘Tapis Roulant’ vanno usati con le gambe e non con la mente…”
Il messaggio è stato accolto e anche digerito… male, ma digerito. ;-)


Posted: 12 Agosto 2006 in:

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